Lisbona: consigli per mangiare bene ed essere felici

Nella prima parte del racconto non ho accennato al cibo semplicemente perchè a Lisbona, il cibo, merita un capitolo a parte.

Partiamo dal fatto che sul tema sono abbastanza maniacale: durante la preparazione di un viaggio, i posti in cui andare a mangiare sono cercati e riportati sulla Moleskine con la stessa cura e dedizione con cui creo l’itinerario delle cose da vedere.

Infatti, una buona mangiata può migliorarmi la giornata. E viceversa.

Disponendo di un budget limitato il compromesso tra prezzo e qualità è necessario, ma a Lisbona fortunatamente non è un problema. Anzi, è stato il primo viaggio in cui ho pensato che anche se non mi fossi organizzata, avrei comunque trovato dei posti buonissimi in cui mangiare. Gli odori non mentono.

Oltre al classico Tripadvisor, mi sono basata sui post where to eat out in Lisbon e  best secret restaurants in Lisbon dal blog di Nelson Carvalheiro, sulla puntata ambientata a Lisbona di No Reservations di Anthony Bourdain (lui, un figo) e sui i consigli di un amico.

  • Uma Marisqueira, Rua dos Sapateiros 177: minuscola marisqueira vicino all’Elevador de Santa Justa. Piastrelle marroni alle pareti, tovagliette di carta e l’anziano gestore gobbuto che prende le ordinazioni, strisciando i piedi da un tavolo all’altro. La specialità della casa è l’arroz de marisco, una specie di risotto al pomodoro allungato, leggermente piccante, con gamberi, scampi, granchi e cozze, cotto nella stessa pentola in cui ti viene poi servito. Noi siamo arrivati a mezzogiorno perchè eravamo affamati e non abbiamo trovato nessuno. Già un’ora dopo, andando via, c’era la coda fuori dalla porta.

272

 

  • Cervejaria Ramiro, Avenida Almirante Reis 1: e qui tiro un gran sospiro, davvero, ci ho lasciato il cuore da Ramiro. Gamberi aglio, olio e peperoncino, vongole aneggate nel loro sughetto, gamberoni tigre grigliati, spider crab gigante e pane caldo con burro salato. Birra, martello, pinzette e si può iniziare. Il bello di Ramiro è che anche se usi le mani, se fai lascarpetta o se non sei un maestro nell’uso del martello, sembra che tutto faccia parte del gioco e si mescoli al cibo e all’alcol dando vita a un piacere unico. Roberto potrebbe obiettare: ” E te credo, il conto l’ho pagato io”. Vero, il conto potrebbe risultare un po’ alto per la media di Lisbona, ma Ramiro è d’obbligo, anche senza la fortuna di avere un Roberto con voi.

296

 

  • A Ginjinha, Largo de São Domingos 8: un bel modo di iniziare la serata, bevendo come aperitivo un bicchierino di liquore alle ciliegie. Il locale è composto da un bancone dietro al quale un signore versa ritmicamente ginjinha, poi si beve fuori, tutti complici. La Lonely Planet dice che è più buono con le ciliegie dentro, per me sono troppo impregnate di alcol. Se siete fortunati un complessino suonerà proprio lì davanti, rendendo il momento speciale.

    292 291

  • Mar do Inferno, Avenida Rei Humberto II de Itália, Boca do Inferno, Cascais: questo ristorante l’avevo cercato in fretta la mattina stessa, poco prima di salutare il wi-fi di José per andare a Cascais. È spostato dal centro della cittadina ed ha una bellissima veranda che da sull’oceano, ma senza prenotazione immagino sia sempre piena. Dentro è il classico ristorante di pesce per i famosi portoghesi benestanti di cui prima, e per un attimo abbiamo pensato di abbandonare il tavolo e scappare. Il pesce al kg è la più grande fregatura, se sei un viaggiatore low cost. Alla fine però abbiamo ripiegato sul piatto del giorno, una grigliata di pesci misti per due persone, e mai scelta fu più azzeccata. Oltre al conto equo, il pesce era freschissimo e di qualità  così come l’olio extravergine con cui era condito. Abbiamo fatto la scarpetta anche qui, di nascosto stavolta

325

 

  • Questo consiglio vale per chi si trova a Lisbona nel periodo che precede la festa del patrono S.Antonio, il 13 giugno. I quartieri si vestono a festa e la sera si accendono le griglie, pane e carne, pane e sardine, giganti, mai viste sardine così grosse, a 1,50€ l’una. Salate prima della cottura e messe sulla brace intere, con testa e organi, così ti vengono servite, su una fetta di pane. Scettica all’inizio – niente olio, niente salse, verdure o condimenti, saranno mica asciutte così – ho perso il conto di quante ne ho mangiate.

337

 

  • Ti Natercia, Escolas Gerais 54: facciamo prenotare a José un tavolo per pranzo, consci del caratteraccio della proprietaria e cuoca e cameriera del ristorante (?). Arriviamo in anticipo, fuori c’è un cartello con scritto Riservato ma so che è un trucco per far desistere i turisti e i timorosi, la porta è chiusa ma bussiamo forte. Silenzio, poi dei passi e la signora viene ad aprirci, ci guarda schifati, borbotta qualcosa in portoghese, le rispondiamo in italiano che abbiamo prenotato, ci capiamo. Ci fa sedere, continua a parlare in portoghese infastidita, ma noi tiriamo fuori i nostri sorrisi migliori, ordiniamo due porzioni di baccalà con patate, e aspettiamo. Siamo gli unici in tutto il minuscolo locale. La signora cucina al momento, io intanto osservo il banco accanto a me: dei budini sotto pellicola che sembrano di cera, una scatola di gomme da masticare viola scadute nel 2014, della frutta – ma è una ragnatela quella? Quando arriva il baccalà sono un po’ tesa, magari stavolta ho sbagliato clamorosamente e ho confuso un posto buono e spartano per una bettola. E invece no, il baccalà è qualcosa di indescrivibile, ma io cosa ho mangiato fino ad oggi? con patate a rondelle fritte e cipolle stufate. La porzione è gigante ma terrorizzati dall’idea che chissà quando lo rimangeremo, ne ordiniamo un’altra. La signora ci vede mentre facciamo la scarpetta e si scioglie in un sorriso. La foto qui sotto fa un po’ schifo, ero in preda all’estasi ma volevo comunque documentare il pranzo a mio padre, grande amante di baccalà e stoccaffisso.

339

  • Chino clandestino, Rua da Guia 9 o Rua do Benformoso 59: non è il nome del posto ma descrive esattamente l’esperienza, mangiare cinese in casa di cinesi che l’hanno convertita a ristorante illegale. Noi siamo stati a quello in rua do Benformoso 59, secondo piano. Si, perchè ce n’è uno anche al primo piano ma ce ne siamo andati via, il senso di sporcizia era troppo anche per noi. Magari si mangia benissimo, c’erano molti tavoli occupati, ma non eravamo sereni. Al secondo piano invece ci siamo seduti e abbiamo ordinato grazie all’aiuto di due ragazzi tedeschi, con cui abbiamo interpretato il menu in portoghese. Le porzioni sono enormi, tutto quello che si ordina è in realtà pensato per due persone. Per esempio una porzione di dumplings sono 20 dumplings. Il cibo è buonino e il prezzo ridicolo, ma in realtà è l’esperienza che conta.
  • Pastéis de Belém, rua de Belém 84/92: i più buoni pasteis de nata di tutta Lisbona. Abbiamo provato anche quelli della famosa Confeitaria Nacional (Praça de Figueira 18/B), molto buoni, ma i pasteis di Belem hanno la ricetta segreta dalla loro parte: la pasta è simile a quella della sfogliatella napoletana, la crema sa meno di limone ed ha una consistenza unica.

    308 319

Rispondi